domenica, Giugno 14, 2026
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608 – 25 APRILE E PRIMO MAGGIO

by admin

Si è concluso il 11 febbraio il convegno internazionale sulle «Città del Patrimonio Mondiale: classifica e dopo?» organizzato dall’Associazione di Salvaguardia della Medina in collaborazione con l’Organizzazione delle città del Patrimonio Mondiale per l’Africa ed il Medio–Oriente.  

Tale incontro si è tenuto presso il Municipio di Tunisi su due giorni in occasione del 25° anniversario della classifica della Medina di Tunisi sulla lista del patrimonio mondiale.

Il Ministro dell’Equipamento e dell’Habitato,, Samira Khayach Belhaj, che ha chiuso la manifestazione, ha sottolineato l’importanza che la Tunisia accorda alle Città del Patrimonio e alla Medina considerandola una testimonianza della ricchezza architettonica ed urbanistica del Paese. Di qui l’interesse  del governo per la salvaguardia e la valorizzazione di questo patrimonio. In questo contesto ha anche ricordato il progetto, su ordine del Presidente Zine El Abidine Ben Ali, delle « oukalas » (vecchie abitazioni della Medina. ndr che ha permesso di rialloggiare 3000 famiglie.

Il ministro ha inoltre fatto rilevare che la Tunisia ha diversificato i suoi interventi nel campo del restauro e della tutela del patrimonio architettonico nazionale, insistendo sull’importante contributo fornito dal settore privato e dalle associazioni per la salvaguardia della Medina.

Molte raccomandazioni sono state formulate al termine dell’incontro. Tutte hanno sottolineato la necessità di continuare gli sforzi  e le strategie indirizzate alla protezione e alla valorizzazione del patrimonio  e all’identificazione delle componenti del tessuto urbano storico per garantire lo sviluppo sostenibile delle città.

I partecipanti, giunti da 13 paesi dell’Africa e del Medio-Oriente, hanno invitato l’UNESCO e le altre organizzazioni mondiali ad interessarsi di più alle Città del Patrimonio Mondiale nella regione dell’Africa-Medio-Oriente iscritte sulla lista e minacciate di scomparire, in particolare la città di Gerusalemme.

Hanno, tra l’altro, rilevato l’importanza di scambiare le esperienze  tra i professionisti del settore, di incrementare la sensibilizzazione nei giovani verso questa questione e di mantenere il ruolo istruttore nella diffusione della cultura patrimoniale.

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