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760 – TRA RICORDI DI INTIMITA’ FAMILIARE E DI EROISMO POLITICO

by admin

Così si è dipanato l’evento del 15 maggio scorso che ha visto a Tunisi,nella sala delle conferenze della Scuola “Dante Alighieri”,intervenire all’incontro – MEMORIE ANTIFASCISTE ITALIANE IN TUNISIA – Lucia Valenzi e Sonia Gallico, le figlie di Maurizio Valenzi e di Loris Gallico.

Dalla loro viva voce,accorata nei sentimenti e vivida di ricordi,è scaturito un intenso e ininterrotto profluvio di emozioni: il ritorno nella terra dell’infanzia, l’amicizia dei due rispettivi padri, la concomitanza della visita a Tunisi del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano amico di entrambi, l’inaugurazione della mostra dei dipinti di Valenzi all’Istituto Italiano di Cultura, i cenni di presentazione da parte della Valenzi del suo libro –ITALIANI E ANTIFASCISTI IN TUNISIA NEGLI ANNI TRENTA.PERCORSI DI UNA DIFFICILE IDENTITA’-, la rievocazione del lavoro preparartorio di esso insieme a Teresa Tomaselli volto al tentativo di interpretare dal punto di vista storiografico la vicenda di quel gruppo di italiani, i loro rapporti con la comunità multietnica del tempo fatta di arabi, ebrei, francesi, maltesi, ecc. E poi, il ricordo dei fratelli Bensasson,i rapporti tra i fratelli Loris,Nadia e Ruggero Gallico,la folla di amici di Maurizio Valenzi tra i quali Marco Vais e Michelino Rossi e ancora le donne con in primo piano Litza Cittanova,moglie di Maurizio, e Nadia Spano. La rievocazione delle varie tappe che portarono alla fondazione del Partito Comunista Tunisino,vivace laboratorio politico aperto a grandi alleanze, soprattutto mediante la Lega dei Diritti dell’Uomo. Nella sala gremita della Scuola “Dante” è divenuta condivisa emozione,quasi proustianamente evocata,la consapevolezza che quei giovani uomini, appartenenti a una élite culturale ed economica della comunità italiana, decisero di abbandonare gli agi della loro privilegiata condizione per affrontare la scelta politica dell’antifascismo. Così, dal racconto evocativo delle figlie,gli atti e le azioni dei due padri si sono fatti “amendoliana scelta di vita”; del resto, non fu anche Giorgio Amendola nel 1938 residente a Tunisi? Tutti uniti, quegli amici del tempo, in un solo vissuto comune: prima resistere e poi rovesciare lo stereotipo “italiano=fascista”, inserito nella falsità di un retorico patriottismo. Tutti motivati e pronti, quei fuoriusciti del tempo,a una lotta che mettesse in luce l’esistenza di un’identità italiana diversa da quella ufficiale e che affondasse le sue radici nel Risorgimento democratico, sviluppandole e nutrendole dell’antifascismo. Serata di memorie,memorie di vincitori,certo, che a quei tempi  però pagarono costi personali e familiari altissimi,vivendo in prima persona sofferenze di sconfitti e perseguitati, condizione quasi catartica perchè il fascismo fosse sconfitto e  noi oggi, generazione del presente, possiamo vivere e affrontare questo presente nelle sue mille difficoltà ma, soprattutto, cogliere da quel passato la lezione di attaccamento all’identità italiana nel rispetto perenne degli altri e nel dialogo sempre aperto verso le altre culture. Al tavolo della Presidenza la professoressa Silvia Finzi ha coordinato gli interventi con la sua presenza amichevole e affettuosa, non solo da Presidente del Circolo Maurizio Valenzi di Tunisi ma ,soprattutto, da compagna d’infanzia e amica delle due illustri “figlie”, nonchè ospiti. Tutti interessanti gli interventi nella serata venuti dal fittissimo pubblico, tra i quali le due spesse e accattivanti annotazioni a margine delle relazioni:  l’una, del segretario del Circolo Valenzi Antonino Trimarchi che si è soffermato sul divenire e sulle motivazioni di una serata dedicata alle memorie antifaciste in Tunisi,oltrechè sulle dinamiche delle attività culturali del Circolo; l’altra, di S.E. Piero Benassi Ambasciatore d’Italia il quale, con la sua lucida e mirabile capacità di sintesi, ha mostrato come la memoria storica sia oggi strumento di conoscenza imprescindibile per ogni forma di culturale approccio alla realtà e per lo sviluppo di ogni coscienza critica, supporti entrambi irrinunciabili per l’interpretazione della complessità del presente.

Tullio Sammito

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